Mercoledì 20 maggio è andata in onda la puntata del Jennifer Hudson Show con ospite Hilary Duff, ecco la sintesi dell’intervista tra nuovo album, tour, fama, Lizzie McGuire e la vita da mamma di quattro figli.
Il nuovo album: “Vulnerabilità dopo anni di silenzio”
Hilary ha spiegato di non aver registrato un album per così tanto tempo perché si sentiva non pronta. Era in mezzo a grandi cambiamenti esistenziali, sfide personali e una fase di “riapprendimento” di parti di sé. Poi, un giorno, “l’interruttore si è acceso”. Si è sentita di nuovo nel proprio corpo, pronta a “liberarsi” e a connettersi con le persone… “se avessi capito subito tutto questo interesse lo avrei fatto prima ahahah”.
L’album, intitolato “luck… or something”, è il suo primo lavoro in 11 anni. Hilary ha ammesso che condividere così tanto è stato spaventoso, soprattutto su Internet, ma ha raggiunto un punto in cui “non le importava più”.
Dopo un primo tour limitato “Small Rooms, Big Nerves“, Hilary sta per affrontare il “The Lucky Me World Tour“. Ha detto che la prima volta che ha eseguito il nuovo set è stato davanti a familiari e amici, ed è stato più spaventoso rispetto a esibirsi davanti ai fan, “mi amano ma a differenza dei fan non indossano il mio merchandising ahahah”. “Non c’è nulla che ti prepari meglio”. Con i fan invece, a Londra, ha capito: “Ce la faccio”.
Ha ripreso a eseguire vecchi successi come Come Clean e Why Not, che fanno parte della sua “muscle memory”. Per altre canzoni ha dovuto consultare testi su Google. “Con quattro figli, le informazioni si cancellano. È stato divertente riscoprire cosa cantavo a 16 anni. Ora ho un rapporto diverso”.
I Fan sul palco: “Mentono sulla danza, ma il momento è una celebrazione”
Uno dei momenti più amati dei suoi spettacoli è portare i fan sul palco a ballare insieme a lei. Ha confermato che questa esperienza sarà parte del world tour, anche se non necessariamente ogni sera. I fan spesso dicono di conoscere la danza, ma sul palco non sanno farla. Il risultato è una celebrazione caotica, piena di risate, abbracci e divertimento.
Dopo lo show: “Voglio sapere se è andato bene”
Appena scesa dal palco, Hilary fa una cosa che molti non si aspetterebbero: crolla in cerca di conferme. “Tolgo le cuffie, chiedo alla crew: ‘È andato bene?’. Di solito mi prendo un bicchiere di vino, toglie le scarpe, mi metto i pantaloni della tuta e mi allontano”.
Non cerca validazione, ma solo conferma: “Voglio che tutti dicano ‘Sì, è stato buono’”. Durante lo spettacolo spesso “va in blackout” e non ricorda nulla. Dopo, chiede un recap: “Ho fatto bene? Hanno apprezzato?”.
A volte ha un’immagine distorta della realtà: “Le volte che penso siano andate peggio sono spesso quelle considerate migliori”. Alcuni dettagli la inquietano: “Le cuffie strane, certe volte mi sento meno, mi sono sentita distaccata”. Ma quando guarda il video dopo, si rende conto: “Quel giorno ho dato il meglio”.
Nervi prima del palco: “Se non ho paura, non va bene”
Hilary non esce mai da uno spettacolo dicendo “Ho massacrato”. È sempre un po’ nella sua testa: “Senza nervosismo, non va bene. È un buon segno sentirsi in quel modo”.
Lizzie McGuire e la transizione alla musica: “Volevo essere conosciuta per il mio nome”
Dopo Lizzie McGuire, Hilary ha voluto essere conosciuta per il suo nome, non solo per il personaggio. “Voglio essere cantante, prenderò un contratto discografico. Guardate”. Ha sempre amato cantare, ma non era mai stata formata. All’epoca, pochi erano “multifaccettati”: solo Jennifer Lopez era ancora un esempio di attrice, cantante e imprenditrice. “Molti cantanti diventavano attrici, ma很少 attrici diventavano cantanti”.
Grease: il film che l’ha spinta a diventare pop star
Quando le chiedono cosa guardava da bambina, Hilary risponde: “Grease”, uno e due. Non è una serie, ma è stato il suo film preferito. “Quando ho visto Michelle Pfeiffer in Grease 2, cantare sulla scala, ho pensato: ‘Voglio essere una pop star’”.
Hilary Duff è mamma di quattro figli e ha raccontato con ironia come i più piccoli siano i fan numero uno. Quando durante i suoi spettacoli partono i coriandoli o quando fa un cambio di costume più appariscente, sono loro i primi a rimanere a bocca aperta. La situazione è diversa con il figlio adolescente, Luca: lui non è esattamente entusiasta di averla come madre sul palcoscenico e, secondo Hilary, manca poco perché inizi a trovarla “totalmente imbarazzante”, come capita a tanti ragazzi tra i 14 e i 15 anni.
Nonostante questo, alcuni amici di suo figlio cercano attivamente di parlarle, perché l’hanno riconosciuta e sanno che è lei la famosa star di TikTok. È un paradosso che lei gestisce con leggerezza: da un lato c’è l’adolescente che vorrebbe meno accento su di lei, dall’altro ci sono coetanei che sanno perfettamente chi è e addirittura la associano a Lizzie McGuire, un personaggio che continua a essere incredibilmente popolare.
Lizzie McGuire, 25 anni dopo: perché il personaggio parla ancora ai giovani e agli adulti
Hilary Duff ha sottolineato che non è affatto scontato che, dopo 25 anni, il personaggio di Lizzie McGuire continui a essere così rilevante. La gente si traveste ancora da lei per Halloween, crea TikTok ispirati alla serie e la cita come un punto di riferimento culturale. Alla domanda su perché il personaggio resista nel tempo, Hilary ha offerto una risposta profonda e personale.
Secondo lei, Lizzie McGuire è arrivata nel momento esatto in cui un’intera generazione aveva bisogno di vedersi riflesse in qualcuno di “sicuro”, non perfetto, ma umano. Era una ragazzina che non aveva tutte le risposte, che a volte non si sentiva parte del gruppo, che sbagliava e imparava, ma che non si lasciava trascinare nel caos. Per molti, ha incarnato il “ruolo dell’amica”: una compagna di viaggio per chi si sentiva nella stessa barca.
Questa capacità di toccare corde autentiche, unite a un tono rassicurante e non giudicante, è ciò che rende il personaggio ancora oggi così potente, anche a distanza di decenni.
Il rapporto con la fama: tra normalità e difficoltà quotidiane
Hilary Duff è famosa per la maggior parte della sua vita: non ricorda un tempo prima dei 9 anni in cui non conoscesse la fama. Per lei, la fama è diventata una parte inevitabile della sua identità. Se fosse stata rimossa, non saprebbe bene chi sarebbe stata senza quell’elemento così centrale.
Non mancano però le difficoltà. Ci sono giorni in cui è difficile fare la spesa senza sentirsi osservate, senza accorgersi che le persone la stanno guardando o valutando i suoi gesti. In questi momenti, la vita normale diventa un equilibrio delicato tra presenza pubblica e desiderio di privacy.
In mezzo a tutta questa attenzione, Hilary Duff racconta una situazione molto quotidiana: un volo con i quattro figli, da sola, durante una vacanza estiva. Dopo 10 ore di viaggio, bloccate a Baltimora, tutto ciò che voleva era far mangiare un po’ di pollo al Chipotle alla figlia di 4 anni. Aveva già ceduto con tutti gli altri sul “cibo spazzatura”, ma aveva posto un limite: almeno un po’ di proteine.
Mentre lei si muoveva con zaini davanti e dietro, portando tutti i bambini, la piccola ha iniziato a fare capriole, a stendersi per terra e a urlare a pieni polmoni. In un momento di disperazione, ha gridato: “E papà è meglio di te comunque! Mi stai costringendo a mangiare questo pollo!”.
Hilary ha descritto se stessa come una specie di “mulo”, schiacciata tra borse, bambini esausti e la frustrazione di una madre che cerca di mantenere un limite sano. Nonostante il caos, non ha perso la lucidità: ha ridendo, ha detto alla figlia: “Lo so che non è vero, tu mi preferisci. Mangia il pollo”.
Il “posto felice” di Hilary Duff
Tra i riflettori, i travestimenti da Lizzie McGuire, i figli che la vedono in modi opposti e i momenti di caos in aeroporto, il suo “posto felice” sembra essere proprio qui: nella vita reale, con tutte le sue contraddizioni. È una madre reale, una star che continua a essere culturalmente rilevante, e una donna che sta ancora cercando di capire chi è, al di là della fama.
Il suo messaggio implicito è chiaro: la vera gioia non sta solo nei coriandoli o nei TikTok virali, ma nella capacità di restare umani, anche quando il mondo ti osserva.
Il servizio fotografico su Sports Illustrated
Hilary racconta di aver ricevuto con sorpresa la proposta di comparire sulla copertina di Sports Illustrated Swimsuit La telefonata l’ha spiazzata al punto da non riuscire a rispondere subito: mentre stava guidando, ha preferito prendersi del tempo per pensarci, invece di dire sì all’istante.
All’inizio, infatti, ha ammesso di aver esitato. Quando immagina una copertina del genere, pensa subito a un’idea molto classica di supermodella, mentre lei si vede come una persona alta 1,52 e lontana da quel tipo di stereotipo. Dopo qualche giorno, però, ha cambiato prospettiva decidendo di accettare perché ama le sfide e le cose che la spaventano un po’.
Per prepararsi, ha avuto circa sei mesi di tempo e ha trasformato l’esperienza in un obiettivo concreto. Tra il tour “Small Rooms, Big Nerves” e gli impegni di lavoro, ha visto questa opportunità come un’occasione per concentrarsi su se stessa e arrivare pronta. Il risultato è stato molto positivo e motivante.
Un aspetto che l’ha fatta sentire a suo agio è stata l’organizzazione del servizio fotografico. Ha lavorato con una fotografa donna, Kat Irlin, e con un team composto in gran parte da donne. Ha potuto scegliere personalmente i bikini, fare le prove a casa e vivere tutto come una celebrazione del proprio corpo, non come una fonte di pressione.
Le riprese si sono svolte nell’isola South Caicos, nell’oceano Atlantico, nel Salterra Luxury Resort. Dopo un tour intenso tra città come Londra, Toronto e New York, passando persino per una bufera di neve, ritrovarsi improvvisamente al sole, in bikini e in un paradiso tropicale, le è sembrato quasi irreale. Eppure, proprio questa contrapposizione ha reso l’esperienza ancora più memorabile.
Primo crush: Jonathan Taylor Thomas, il “Simba” originale
Quando Jacob Elordi ha detto che Hilary è il suo “celebrity crush”, lei ha risposto con un sorriso: “Volevo solo essere te”. Ma qual è stato il suo primo? “Jonathan Taylor Thomas”, quello di Home Improvement (in Italia ” Quell’uragano di papà”) e della voce originale di Simba ne Il Re Leone. Hilary ha ricordato anche il suo ruolo di fratello più piccolo nella band Hanson.
La “passeggiata familiare obbligatoria” che fa impazzire i figli
Hilary ha confessato un rituale che rende i figli “pazzi”: il weekend, quando lei e il marito Matthew decidono di trasformare la passeggiata in un’attività obbligatoria. “Mandatory family walk”, ripetono, e tutti devono mettersi le scarpe, prendere il guinzaglio e uscire con il cane. I bambini si nascondono, ma poi ne nascono conversazioni incredibili e momenti di famiglia preziosi.
Townes, la piccola di 4 anni, ha un’abitudine tenera: raccoglie foglie, sassi e bastoncini e li infila nella maglietta. Hilary li trova ovunque, anche nella lavatrice. “È così divertente”, ha detto ridendo.
Tra status di star, la copertina di Sports Illustrated, il nuovo album e il world tour, il “posto felice” di Hilary è qui: nella vita reale, con le sue contraddizioni. È una madre che fa la passeggiata obbligatoria, una cantante che cerca conferme dopo lo show, un’attrice che ha voluto essere più di un personaggio. Ora recupera la sua storia, le sue canzoni e la sua vita, “ai suoi termini”.
FOTO Hilary Duff al Jennifer Hudson Show
Backstage al The Jennifer Hudson Show
@hdi.team Hilary Duff nel backstage del Jennifer Hudson Show 🤩@hilaryduff #tvshow @Jennifer Hudson Show #interview ♬ BRENT MORGAN What Dreams Are Made Of – Brent Morgan


